Ho cambiato università

Poco meno di un anno fa, vi raccontavo di aver cambiato casa ed ora mi sembra giunto il momento di rispondere alla fatidica domanda che mi ponete sempre più spesso su Instagram: “Marti, ma hai lasciato l’università?”

Non ho lasciato l’università, l’ho cambiata.

È un argomento che avrei voluto trattare prima, ma mi serviva del tempo per accettare questa decisione e per riuscire a parlarvene serenamente.

Partiamo dall’inizio: nel 2012 mi sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Salerno, per una serie di motivi che non sto qui a spiegarvi, non che sia mai stato il sogno della mia vita – all’epoca non ne avevo uno che riguardasse la carriera – ma mi è sempre piaciuta l’idea di seguire le orme dei miei genitori, di renderli fieri facendo una cosa giusta come difendere gli innocenti, ad esempio, o ricercare la verità o diventare ricca come i notai (scherzo, mai pensato di fare il notaio!).

I primi anni sono stati una grande soddisfazione per me, riuscivo a passare tutti gli esami con una buona media, senza grandi difficoltà, pur non amando quel mondo universitario che non riusciva a farmi sentire a mio agio e che ho sempre frequentato poco, limitandomi a seguire le lezioni.
Da un paio d’anni, però, le cose sono diventate più complicate: postare contenuti su Instagram è diventato un lavoro, supportato dall’apertura della partita IVA, a cui ho affiancato la gestione social di alcune attività della mia zona, ritrovandomi ad avere sempre meno tempo da dedicare all’università, sempre meno voglia di impegnarmi a studiare materie che non mi interessano più, con il desiderio di utilizzare quel tempo per imparare altro: comunicazione, marketing, quello che mi piace fare.

Mi sono ritrovata così ad affrontare un periodo di crisi: studiavo male, provavo a fare qualche esame (che naturalmente non riuscivo a superare), rimandavo, tergiversavo, perdevo tempo, non con ansia, non con affanno, ma con una leggera, costante. sensazione di fallimento che accompagnava ogni bel progetto che portavo avanti su Instagram.

L’ultimo esame che avevo programmato per Salerno – “Marti, o la va, o la spacca, se passi questo magari puoi rimandare ancora un po’ l’idea del trasferimento”, mi ero detta – l’ho sostenuto a Dicembre 2018: “Signorina, vedo che le mancano solo quattro esami, ma avrebbe potuto studiare un po’ meglio, non le interessa la materia? Cosa vuole fare dopo?”.
E lì mezz’ora a parlare di Instagram, con il professore incuriosito da questo nuovo mondo. Mi capita di incontrare adulti contrariati dai social e da tutte le professioni che ne sono connesse ma, sarò onesta, la maggior parte delle volte mi trovo a confrontarmi con persone che ne rimangono affascinate. Ok, se anche all’esame finisco a parlare di questa passione, è il caso di cambiare rotta.

L’idea di trasferirmi ad una telematica aleggiava nell’aria già da un po’, in fondo sono nate proprio per gli studenti lavoratori, ma, inutile mentire, l’ho vissuta come un fallimento: non riesco a tenere i ritmi della pubblica, quindi scelgo una strada più facile. Le persone a me vicine mi hanno supportata in questa scelta, facendomi capire che non c’era nulla di sbagliato, che la mia vita stava spingendo per andare in un’altra direzione ed io la stavo incatenando con le mie paure e i pregiudizi verso una nuova realtà, che dovevo mettere un punto per iniziare a percorrere la strada che amo. Condividendo con loro le mie preoccupazioni si è alleggerito il peso di questa decisione e per questo non finirò mai di ringraziarli.

Con il passaggio alla telematica, gli esami da quattro sono diventati otto, con economie varie ed eventuali che non avevo mai sentito, ma ora me ne mancano di nuovo quattro, perché vi sto scrivendo dopo un po’: volevo prima iniziare ad affrontare questa cosa nuova, capire come muovermi, conoscere un po’ meglio questo mondo. Ho scoperto che quest’università è organizzata molto meglio di quanto mi aspettassi, che offre un materiale didattico che a Salerno sognavo, che ha ritmi diversi che si incastrano perfettamente con quella che ora è la mia vita.

Quindi si, ora so che è stata la scelta giusta, non ne sono pentita, ma se avessi assecondato i miei pregiudizi, se avessi dato retta al parere comune della gente, starei ancora lottando per gestire i fili intrecciati di una situazione più grande di me.

Scegliete per voi stessi, prendetevi cura della vostra felicità.

1 Comment

  • by Silvia Dettagli
    Posted 27 January 2020 20:42 0Likes

    Marti sono felicissima della tua scelta, sei coraggiosa e hai fatto bene ad intraprenderla grazie anche al sostegno dei tuoi cari!
    Grazie per avercene parlato, con queste tue parole incoraggi qualcuno che ha proprio bisogno di intraprendere scelte di vita importanti ☺️

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